venerdì 30 ottobre 2015

L'AGRICOLTURA BIOLOGICA FA BENE E TUTELA L'AMBIENTE


Foto: Wikipedia
Marche, regione all'avanguardia. Nello Spazio Elica a Milano  si è svolto l’incontro “Agricoltura biologica: fa bene all’uomo e tutela l’ambiente”,voluto dalla Regione Marche in occasione di Expo Milano 2015.

Cristina Martellini, Dirigente del Servizio Ambiente e Agricoltura Regione Marche, ha introdotto gli ospiti intervenendo in maniera precisa sulle potenzialità delll’agricoltura biologica (fiore all’occhiello della regione) e di come l'ecosistema che si ottiene da tutto questo favorisca la crescita e il rinnovo dell'humus del terreno.

È stata poi la olta di Silvia Zucconi, Coordinatore Area Agricoltura e Industria Alimentare di Nomisma, che ha parlato di come,  solo sul territorio marchigiano vi siano oltre 2300  aziende che producono e più di 57.000 ettari di superficie coltivata, pari ad oltre il 12 % della superficie agricola regionale. Gli incrementi maggiori si registrano nella vite (+ 16%) e negli ortaggi (+ 52%).

Una fetta di agricoltura dunque che continua a registrare crescite anche grazie anche al sostegno del Programma di Sviluppo Rurale Marche.

Ha concluso l'intervendo di Francesco Torriani, Presidente Consorzio ConMarcheBIO. L’agricoltura biologica è parte integrante del sistema economico e sociale della Regione Marche. La natura stessa del territorio marchigiano è destinata a produzioni di nicchia ad alto valore aggiunto. L’opzione di questa agricoltura rappresenta una scelta di valore anche nei confronti della garanzia al consumatore.

Presenti anche i rappresentanti delle principali cooperative socie promotrici della filiera regionale biologica. Durante questo interessante evento, focalizzato sull’importanza della buona pratica della coltivazione biologica anche nella produzione della pasta, questo prodotto è stato degustato con molteplici sughi, ovviamente tutti anch’essi assolutamente biologici.
 

MILANO-BICOCCA ALLA TESTA DEL PROGETTO NATO "SCIENCE FOR PEACE"

L’ateneo guiderà per i prossimi tre anni nel Caucaso un programma con l’obiettivo di migliorare la collaborazione scientifica tra gli stati dell’ex-Unione Sovietica e l’Occidente e di prevenire possibili situazioni di conflitto sociale in Asia centrale attraverso studi di prevenzione dei rischi naturali. Al via il prossimo 3 novembre la prima missione ufficiale.


Foto in allegato: diga di Enguri (fonte: Wikipedia)

Su mandato della NATO, l’Università di Milano-Bicocca guiderà per i prossimi tre anni un programma di Science for Peace coordinato da Alessandro Tibaldi del Dipartimento di Scienze dell'Ambiente e del Territorio e di Scienze della Terra.

Tra gli obiettivi del programma, lo studio dei rischi naturali che potrebbero minare la stabilità sociale e geopolitica di una delicata regione transcaucasica posta tra la Georgia e la regione separatista dell’Abcasia.
Tibaldi dirigerà un team internazionale composto da ricercatori provenienti da Stati Uniti, Italia, Inghilterra, Svizzera, Georgia, Kazakhstan e Azerbaijan che si occuperà di valutare i rischi connessi con la sismicità, le frane, e la dispersione di inquinanti nella regione circostante la diga di Enguri, la seconda diga ad arco più alta del mondo e in grado di fornire il 75% dell’energia elettrica della Georgia.

Mentre la diga si trova in territorio georgiano, gli impianti idroelettrici connessi si trovano nei territori di cui l’Abcasia reclama la sovranità. Eventuali problemi alla diga e agli impianti idroelettrici si ripercuoterebbero quindi sull’intero sistema produttivo e infrastrutturale della Georgia, nonché sulle regioni separatiste dell’Abcasia e dell’Ossezia del Sud che ne ricevono l’energia.

La precarietà politica nell’area deriva dalle guerre abcaso-georgiane, svoltesi nel 1991-1993 e nel 1998, che provocarono un numero imprecisato di vittime, tra i 10.000 e i 30.000 georgiani, uccisi dai separatisti abcasi. Più recentemente, nel 2008, il territorio è stato sconvolto dalla seconda guerra dell’Ossezia del Sud, combattuta dalla Georgia da una parte, e da Russia, Ossezia del Sud e Abcasia dall'altra, per un totale di almeno 2000 morti.

Il progetto Science For Peace durerà tre anni e la prima missione, sotto l’egida della NATO, inizierà il prossimo 3 novembre a Tbilisi con un incontro tra gli scienziati del progetto, il ministro per la Protezione dell’Ambiente della Georgia e rappresentanti della NATO, a cui seguirà una prima ispezione della diga e delle aree circostanti.

«Il progetto – dichiara Alessandro Tibaldi – ha già raggiunto un risultato: quello di porre intorno a uno stesso tavolo di lavoro scienziati di paesi della NATO e dell’ex-Unione Sovietica, superando gli intricati ostacoli burocratici e diplomatici. L’attenzione per la diga di Enguri è molto alta, in quanto si tratta di un’opera realizzata a partire dal 1961, durante l’era sovietica, senza tenere sufficientemente conto dei possibili rischi geologici che la potrebbero interessare. Negli ultimi decenni sono stati fatti grandi passi in avanti nei metodi di studio per migliorare le conoscenze dei rischi naturali e per fare prevenzione, e questo sapere deve essere messo in pratica soprattutto laddove vi siano delle infrastrutture di particolare rilevanza per l’economia e per la stabilità politico-sociale di una regione, come nel caso di Enguri».


L'ACQUA BUONA DEL RUBINETTO

Oltre 1.900 controlli al giorno, risparmi fino a 300 euro all’anno, investimenti oltre i 100 milioni nel 2014: nel nuovo documento “In buone acque” ci sono tutti i dati sulla qualità dell’acqua potabile che sgorga dal rubinetto di casa. Che è sicura - spiega anche Antonio Fago - buona, ecologica ed economica




Dell’acqua di rubinetto ci si può fidare: è buona, sicura e controllata in maniera scrupolosa (in media, il 99,9% delle analisi annuali è conforme ai parametri di legge). E fa anche bene all’ambiente, perché evita la CO2 del ciclo di produzione dell’acqua in bottiglia. Sono queste le informazioni contenute nel nuovo report “In buone acque” pubblicato oggi da Hera: un documento unico in Italia con cui la multiutility presenta i dati sulla qualità dell’acqua nei territori in cui gestisce il servizio idrico. Giunto ormai alla settima edizione, “In buone acque” è disponibile in formato cartaceo presso gli sportelli clienti del Gruppo Hera (anche in versione per il Nord Est e per le Marche). Si consulta poi on-line su www.gruppohera.it/report, con ulteriori approfondimenti.

Bologna: analisi sicure nel 99,71% dei casi
A Bologna e provincia Hera si occupa del servizio idrico servendo quasi 1 milione di cittadini, raggiunti da più di 9 mila km di rete. L’approvvigionamento è garantito da 492 fonti, per lo più di sorgente. La maggior parte del fabbisogno idrico viene soddisfatta da 6 impianti di potabilizzazione alimentati dalle acque del fiume Reno, del torrente Setta e dalle acque sotterranee della falda bolognese .
La qualità dell’acqua che arriva al rubinetto dei cittadini è garantita da 696 mila analisi (oltre 1.900 al giorno) svolte in gran parte dai tecnici dei laboratori Hera, a cui si aggiungono i controlli di Arpa e Ausl provinciali. Per il solo territorio bolognese le analisi annuali superano quota 114 mila e certificano un’acqua sicura e buona da bere: nel 99,71% dei casi i controlli rispettano i parametri di legge. Gli sporadici episodi in cui non si è registrata la piena conformità riguardano prevalentemente parametri “indicatori” (quelli che si riferiscono non ad agenti inquinanti ma a proprietà organolettiche e caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua) e causano alcun inconveniente sotto il profilo igienico-sanitario.

Tanti buoni motivi per bere l’acqua di rubinetto
Oltre alla sicurezza, ci sono altri motivi per preferire l’acqua di rubinetto. È ecologica, perché limita la circolazione di plastica: l’Italia, infatti, è uno dei maggiori consumatori di acqua in bottiglia. Solo nel 2013 sono state prodotte ben 6 miliardi di bottiglie con impatti ambientali importanti anche in termini di emissioni di CO2 per il trasporto e il recupero degli imballaggi. È economica: evitando l’acquisto dell’acqua in bottiglia si può risparmiare fino a 300 euro all’anno. Con nemmeno 2 euro, invece, si hanno a disposizione mille litri di acqua di rete.  Infine, è sicura, comoda e buona: evita la fatica di trasportare casse d’acqua a casa, perché sgorga direttamente dal rubinetto, ed è ottima da bere. Sa troppo di cloro? Basta lasciarla per un po’ in una caraffa o berla fredda.

Un servizio efficiente grazie a più di 100 milioni di investimenti all’anno
I numeri che raccontano le dimensioni del servizio idrico integrato di Hera disegnano una grande realtà: più di 230 comuni fra Emilia-Romagna, Nord Est e Marche e 3,6 milioni di cittadini serviti, una rete di acquedotto di oltre 35 mila km, 464 impianti per la depurazione idrica e altri 356 per la produzione e la potabilizzazione. Tutta questa “macchina” viene mantenuta efficiente grazie a un lavoro quotidiano e a investimenti che nel 2014 sono stati pari a 114,8 milioni di euro. Più della metà di questi (52%) serve all’acquedotto, il 27% viene investito nelle fognature e il 21% nella depurazione, processo che restituisce all’ambiente acqua pulita e sicura. Includendo i lavori finanziati da terzi e quelli realizzati da Romagna Acque, nel territorio servito da Hera gli investimenti totali salgono a quasi 177 milioni di euro. Cioè 46 euro pro capite. La media italiana, invece, è ferma a 30 euro per abitante.

Un report trasparente, che on-line è ancora più ricco
“In buone acque” è stato realizzato in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, Arpa, Ausl territoriali e Romagna Acque. Nel report è presente una mappa che indica le fonti di prelievo e gli impianti, completa di tabelle suddivise per provincia che riportano i risultati delle analisi per 13 parametri, confrontati anche con i valori delle acque minerali. Il report completo on-line è poi arricchito dal contributo di Vincenzo Cennamo, responsabile di Gastroenterologia dell’Azienda Usl di Bologna. L’esperto cerca di sfatare alcuni luoghi comuni sull’acqua, come il fatto che quella di rubinetto faccia venire calcoli o quella gassata faccia male alla salute. Infine, sul sito di Hera si può consultare l’etichetta dell’acqua: la carta d’identità dell’acqua del proprio comune di residenza, con i parametri chimici che sottolineano caratteristiche oligominerali e basso tenore di sodio.

L’Amministratore Delegato Venier: “Rinnoviamo l’impegno con la trasparenza”

“Il report In buone acque, che dà ancora una volta conto della qualità del servizio idrico e del bene offerto ai cittadini, si inserisce all’interno di un preciso impegno che Hera ha preso e che prevede resoconti puntuali sui servizi che svolgiamo: lo facciamo per l’ambiente, su cui abbiamo appena pubblicato “Sulle tracce dei rifiuti”, che rendiconta il percorso dei rifiuti differenziati. E Lo faremo prossimamente con un nuovo report sull’efficienza energetica” commenta l’Amministratore Delegato del Gruppo Hera Stefano Venier

mercoledì 28 ottobre 2015

IL PREMIO PER L'IMPRESA 2015 A UNA INVENZIONE PER PURIFICARE L'ACQUA

In avvicinamento alla serata della finale il Premio Gaetano Marzotto, la più importante competition italiana dedicata al mondo delle startup e dell’innovazione, che mette in palio un montepremi di oltre 1 milione di euro, presenta le singole storie dei finalisti, ecco la prima delle 10. La serata di Premiazione finale si terrà il giorno 26 novembre 2015 a Milano presso UniCredit Pavilion 


Tra le startup finaliste del “Premio per l’Impresa” Gaetano Marzotto c'è Watly, un  progetto rivoluzionario nato nel 2013 da un’idea di Matteo Squizzato, allora studente dell’università di Udine. In due anni e mezzo, dal concetto di creare acqua nei luoghi a limitata disponibilità della stessa, Watly è già diventato un prototipo funzionante, capace di attirare l’attenzione di partner da tutto il globo fino ad essere scelto come finalista nella sezione “Premio per l’impresa” (dal valore di 300.000 €) del Premio Gaetano Marzotto 2015.

Watly è una macchina capace di purificare acqua contaminata di qualunque tipo (marina, inquinata o addirittura radioattiva) senza utilizzare filtri o membrane. La risposta alla scarsità di acqua nel mondo potrà dunque arrivare anche da una macchina capace di funzionare in completa autonomia sfruttando l’energia solare che le consente nel contempo di generare elettricità – sfruttabile tramite prese elettriche – e di connettersi in rete con gli altri dispositivi simili creando una rete di scambio informativo.

Il punto di arrivo è una tecnologia che permetta a milioni di individui di avere accesso all’acqua potabile, problema non banalizzabile solo a quello che a volte si ha la presunzione di chiamare “terzo mondo” ma che riguarda anche paesi “avanzati” come Emirati Arabi o Israele.

Nell’ambito del Programma Quadro europeo per la Ricerca e l'Innovazione Horison 2020, il progetto di Watly ha saputo emergere e guadagnarsi l’accesso ai fondi per circa 2 milioni di euro, cifra che permetterà di costruire il primo modello pre-industriale, un grande computer lungo 35 metri e pesante 10 tonnellate che fungerà da prima pietra per la produzione su larga scala.

Il Premio Gaetano Marzotto, promosso e ideato da Associazione Progetto Marzotto, ha durata decennale. Il Progetto Marzotto nasce per creare, attraverso una serie di azioni diversificate, un nuovo tessuto sociale (www.progettomarzotto.org), il Premio Gaetano Marzotto ne è un’appendice, con l’obiettivo di individuare e promuovere lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali, in grado di rispondere a criteri di sostenibilità economico-finanziaria e generare al tempo stesso benefici concreti per il territorio italiano, in primis occupazionali.

Premio Gaetano Marzotto è un’iniziativa promossa da Associazione Progetto Marzotto 
Con il patrocinio di
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Presidenza del Consiglio, Agenzia per l’Italia Digitale 

Presidenza del Consiglio, Ministero dello Sviluppo Economico

CNA – Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane

Padiglione Italia Expo 2015 
Unioncamere 
 

Con Italia Startup come main partner, CLN Group, Santex Rimar Group, Santa Margherita come partner per i Premi Corporate è realizzato in collaborazione con: UniCredit Start Lab, Fondazione CUOA, Jacobacci&Partners, Italian Angels for Growth, Startupbusiness. 

Sociali Presidenza del Consiglio, Agenzia per l’Italia Digitale 
 Presidenza del Consiglio, Ministero dello Sviluppo Economico
 CNA – Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane
 Padiglione Italia Expo 2015 Unioncamere 
 Con Italia Startup come main partner, CLN Group, Santex Rimar Group, Santa Margherita come partner per i Premi Corporate è realizzato in collaborazione con: UniCredit Start Lab, Fondazione CUOA, Jacobacci&Partners, Italian Angels for Growth, Startupbusiness.