mercoledì 30 dicembre 2015

QUALITÀ DELLA VITA: MEDAGLIA D'ARGENTO PER MILANO

Qualità di Vita nelle Province Italiane, per il Sole 24 Ore la medaglia d'argento spetta alla città meneghina, Milano. 

Come ormai da tradizione, ecco giungere l’annuale classifica sulla Qualità di Vita nelle Province Italiane, redatta e pubblicata dall’autoritario Il Sole 24 Ore.

Quest’anno è proprio la città meneghina, Milano, ad aggiudicarsi ilsecondo posto dell’ambita e bramata toplist, mentre la medaglia d’oroviene assegnata alla città di Bolzano.
Una bella sorpresa per la Città Milanese, che da un ottavo posto del 2014, raggiunge questa volta risultati molto soddisfacenti.

Quali i complici di questo successo?

Sicuramente il primo elemento favorevole è stata Expo, che non solo ha regalato alla città della Madonnina una miriade di visitatori, ma soprattutto la possibilità di essere una delle città più citate sui social network.
Inoltre, il capoluogo lombardo sembra offrire benessere, tenore di vita, servizi e opportunità di svago non indifferenti ai suoi abitanti.

E così, emergono i dati significativi che, nella città della Cotoletta, si vive in media fino a 83 anni, la pensione si aggira intorno ai 1.126 €, il patrimonio familiare medio risulta essere di 471.825 €.

Dopo tutto questo elogio, però, non mancano i pensieri contrastanti e così il premio Nobel, Dario Fo, esprime il suo disaccordo per l’assegnazione di tale posizione di classifica, a fronte dell’eccessiva quantità di smog e della grande azione di disboscamento di aree verdi.

Ritornando alla ricerca condotta dal quotidiano economico italiano, essa si espande su ben 6 macro aree: tenore di vita, affari e lavoro, servizi ambiente e salute, demografia, ordine pubblico e infine tempo libero.

I primi podi, per ogni categoria dell’indagine, vengono così assegnati: Milano per Tenore di Vita, Prato per Affari e Lavoro, Monza e Brianza per Servizi Ambiente e Salute, Olbia Tempio per Demografia, Nuoro per Ordine Pubblico e Rimini per Tempo Libero.

Ancora dubbi su quale provincia italiana scegliere per un vostro ipotetico e futuro investimento immobiliare?
Ricordatevi che in Italia si cela un bel e meritato secondo posto per la qualità di vita.



domenica 27 dicembre 2015

CONFERENZA A BOLOGNA CON IL MINISTRO PER L'AMBIENTE GIANLUCA GALLETTI

Domenica 20 dicembre 2015, alle ore 15.30, a Bologna presso la Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII si è svolto il seminario:La custodia del creato - Prospettive dopo l’Enciclica “Laudato si” e la Conferenza ONU di Parigi”.

Antonio Fago e il Ministro per l'Ambiente Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti

.
Promosso dal Ministero dell’Ambiente, e dalla Fondazione Sorella Natura nell’ambito di un articolato programma di interventi di formazione e di sensibilizzazione sull’importanza della promozione e protezione ambientale, l’incontro intende raccogliere ed approfondire i numerosi stimoli e le prospettive offerti dall’Enciclica “Laudato si”” e dall’accordo sul clima raggiunto alla conferenza ONU di Parigi.
Al centro del dibattito nuove opportunità per lo sviluppo sostenibile dei paesi più poveri, i partecipanti al seminario esamineranno anche le principali questioni riguardanti la tutela dell’ambiente in Italia, tra cui il dissesto idrogeologico, la qualità dell'aria, la green economy, le fonti rinnovabili e il progetto strategico di educazione ambientale permanente.

Antonio Fago, Vicepresidente della Fondazione Sorella Natura, ha conversato a lungo con il Ministro per l'Ambiente sollecitando una maggiore partecipazione del Governo verso l'area conosciuta come Ilva di Taranto.

Il Ministro Galletti e Antonio Fago
“Prioritario è l'atteggiamento da assumere nei confronti delle aziende (IP, Cementir, ecc.) che producono inquinamento nella città ed in particolare nei confronti della massima responsabile del degrado ambientale che è l’Ilva" - ha dichiarato Fago.

“Anni fa ero tra i primi a dire che l'Italsider doveva scomparire. Perché? Perché non porta nessun beneficio alla città e neppure alla nazione perché i materiali oggi arrivano dall'estero e sono molto più convenienti di quelli che produciamo all'interno. Chiudendo la fabbrica gli attuali lavoratori non solo potrebbero lavorare per trent'anni nello smantellare e bonificare lo stabilimento, ma una volta che abbiamo il turnover, e i giovani sostituiranno coloro che andranno in pensione, ci sarà la possibilità di creare nuovo lavoro. Dove? Nell'industria manifatturiera. Taranto poi è ricca di risorse nell'agricoltura, nel mare, nel turismo, nella tradizione”.


Il seminario ha avuto inizio alle ore 15.30.

Conduce i lavori Maria Pia Garavaglia, già Ministro della Sanità, attuale Presidente Comitato Femminile della Fondazione Sorella Natura. In apertura dei lavori sono previsti gli interventi di:
- S. E. Marçelo Sanchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze
- S.E. Enrico Dal Covolo, Rettore della Pontificia Università Lateranense
- Alberto Melloni, Segretario della Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII

Alle 16.40, riflessioni del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti su: “Conferenza Onu di PARIGI: aspettative, esiti e prospettive”.

Alle 18.00 - Roberto Leoni, Presidente della Fondazione Sorella Natura, presenta il progetto strategico di educazione ed azione ambientale “Volontari Amici del Creato” e “Guardie Ambientali Volontarie Amici del Creato”.
Alle 18.30- considerazioni conclusive di S.E. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna.

giovedì 24 dicembre 2015

ALIMENTAZIONE, FUTURO DEL PIANETA

Nel nuovo numero de “La Vita Nòva” i nuovi equilibri della filiera alimentare.  


.
L’appuntamento appena conclusosi dell’Expo di Milano ha contribuito a educare alla consapevolezza sul tema primario della nutrizione e della sostenibilità per il pianeta: un aspetto di grande criticità, considerando che nel 2050 la popolazione mondiale supererà i nove miliardi di persone.

Su questo fronte gioca un ruolo estremamente importante la capacità dell’intera filiera alimentare di mettersi in discussione - grazie anche all’innovazione tecnologica - con l’obiettivo di trovare nuovi equilibri, nel rispetto dell’ecosistema e della biodiversità.
E’ sulle nuove prospettive del food che si concentra il nuovo numero de La Vita Nòva, magazine progettato e disegnato per tablet dalla redazione di Nòva24 - il settimanale de Il Sole 24 Ore dedicato a ricerca e innovazione.

Sono dunque le opportunità offerte dalla tecnologia a costituire il fil rouge del magazine digitale, a partire dalle innovazioni che riguardano tutta la filiera del cibo e che consentono di produrre di più con meno risorse e ridurre gli sprechi: un tema chiave in un sistema dove 800 milioni di persone sono denutrite non per scarsità di cibo, ma a causa di un sistema inadeguato.
E sono sempre le innovazioni esplorate da La Vita Nòva ad aiutare nell’ottenere maggiore efficienza: robot, stampanti 3D, packaging funzionale. Focus anche su app e piattaforme che recuperano le eccedenze per rivenderle sottocosto o donarle al non profit, trasformando lo spreco del cibo in risorsa.
In primo piano anche startup e investimenti che puntano sui nuovi alimenti: il foodtech apre nuove forme di informazione e interazione con i consumatori. E l’innovazione crea nuovi mestieri del cibo.

Il nuovo numero del magazine La Vita Nòva è scaricabile gratuitamente su tablet da App Store e Google Play.

venerdì 18 dicembre 2015

BIOMETANO DAI RIFIUTI ORGANICI, CEM AMBIENTE E UNIVERSITÀ DI MILANO-BICOCCA PRESENTANO L'INNOVATIVO IMPIANTO

BioMetano dai rifiuti organici, Cem Ambiente e Università di Milano-Bicocca presentano l’innovativo impianto.

A otto mesi dalla prima sperimentazione, vede la luce il prototipo di impianto industriale realizzato con la nuova tecnologia Smart upgrading che “lava” il biogas eliminando la CO2 per ottenere metano. Sviluppata dai ricercatori del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca e sperimentata nella ex discarica di CEM Ambiente a Cavenago Brianza con risultati positivi, oggi la tecnologia ha consentito la realizzazione del primo impianto vero e proprio, che ha lo scopo di verificare l’efficienza della tecnologia sviluppata in condizioni reali di lavoro attraverso l’utilizzo del biogas prodotto presso CEM Ambiente.

La presentazione dell’impianto è avvenuta oggi presso la sede del Cem A Cavenago alla presenza di Virginio Pedrazzi, Amministratore unico Cem Ambiente, di Claudia Maria Terzi, Assessore all’Ambiente della Regione Lombardia, di Roberto Invernizzi, Vice Presidente della Provincia Monza Brianza, e di Danilo Porro, prorettore alla valorizzazione della Ricerca dell’Università di Milano-Bicocca. L’impianto e la tecnologia utilizzata per la sua realizzazione sono stati illustrati da Maurizio Acciarri e Bruno Vodopivec, ricercatori del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca che hanno messo a punto la tecnologia in 5 anni di lavori di laboratorio.

«L’Innovazione è crescita – ha detto aprendo l’inaugurazione Virginio Pedrazzi, amministratore unico di Cem Ambiente Spa – e la nostra società da oltre 40 anni è attenta a cogliere e anticipare le politiche di sostenibilità innovativa, sperimentando soluzioni sempre nuove in ogni ambito, purchè finalizzate a migliorare i cicli di raccolta, riciclo e riutilizzo dei rifiuti che gestiamo. L’impianto presentato oggi utilizza il gas prodotto dai rifiuti della nostra discarica per produrre BioMetano. Con questo progetto ci siamo posti l’obiettivo non solo di innovare il settore ma anche di andare incontro a un indirizzo di Legge che chiede espressamente di produrre questo gas, che ha già una sua rete e può essere utilizzato più e meglio e del biogas».

«In linea con le politiche comunitarie e gli impegni sottoscritti alla COP21 – ha detto Claudia Maria Terzi, assessore all’Ambiente di Regione Lombardia – la nostra Regione intende tener alta l’attenzione verso i temi relativi alla gestione dei rifiuti e all’efficienza energetica e alla ricerca improntata verso uno sviluppo sostenibile; non solo per i possibili vantaggi che ne derivano quali la riduzione delle emissioni in atmosfera di gas climalteranti che permetterà di garantire uno sviluppo rispettoso del nostro territorio, ma anche sviluppare quella consapevolezza, conoscenza, comunicazione e condivisione che sono la base di una concreta politica ambientale funzionale alla qualità delle nostre vite. Come tutti sanno la Lombardia ha adottato il Programma Energetico Ambientale Regionale (PEAR) programmando linee guida che vertono a una riduzione dei consumi stimata tra l’8% e il 12%, e a un aumento dell’utilizzo di fonti rinnovabili, che consentirà di superare obiettivio performanti come quelli da noi richiesti dal “burden sharing”. Inoltre in attuazione al PEAR gli uffici dell’Assessorato Ambiente e Sviluppo Sostenibile coordinano uno specifico Tavolo sul biometano».

«Siamo molto orgogliosi – ha detto Roberto Invernizzi, vice presidente della Provincia di Monza e Brianza – di avere sul nostro territorio aziende pubbliche come CEM Ambiente, sempre pronte alla sperimentazione e alla crescita, ma senza mai dimenticare il rispetto per l’Ambiente e il territorio. Questa propensione al miglioramento e alla crescita, rispettosa delle risorse naturali, ha consentito, da sempre, di raggiungere risultati di rilievo nella gestione dei rifiuti, a partire dalla raccolta differenziata per arrivare al riutilizzo del rifiuto come risorsa che può creare valore. Anche economico, come in questo caso».

«La sostenibilità ambientale – ha detto Danilo Porro, prorettore alla valorizzazione della Ricerca dell’Università di Milano-Bicocca – è uno dei campi nei quali siamo impegnati a creare innovazione attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie subito applicabili. Per noi valorizzare la ricerca significa contribuire al progresso e al benessere sociale».

Di cosa si tratta?
Smart Upgrading è la nuova tecnologia pulita che “lava” il biogas eliminando la CO2 per ottenere metano. Rispetto alle tecnologie tedesche e statunitensi attualmente impiegate in questo campo, la tecnologia Smart Upgrading ha il vantaggio di lavorare con una sostanza di trasformazione biodegradabile e dal costo contenuto, e di richiedere, per il suo funzionamento, una quantità di energia molto bassa, producedo un gas made in Italy.

I vantaggi
L’impianto installato presso CEM Ambiente permetterà di quantificare correttamente i principali vantaggi della tecnologia Smart upgrading. In particolare consentirà di individuare:

· Economicità di Smart Upgrading, che ha costi ridotti rispetto a tecnologie similari, sia di investimento iniziale che di gestione;
· Sostenibilità, visto che le perdite di Biometano risulterebbero inferiori allo 0.05%;
· Rispetto per la Salute e l’Ambiente, dato che i solventi usati sono completamente eco-compatibili;
· Utilizzo facile, dal momento che esiste già una rete per la sua immissione.

Un progetto in linea con la normativa Ue
L’impianto si pone in linea con le politiche comunitarie e nazionali che promuovono il sostegno alla diffusione dei biocarburanti, aprendo la strada alla conversione del biogas in biometano (decreto legge DM 5 Dicembre 2013). Si stima che il biometano prodotto dal trattamento di tutti i rifiuti organici e scarti vegetali sarebbe in grado di coprire più del 20% del fabbisogno nazionale con un notevole risparmio per le casse dello Stato. E tutto nel pieno rispetto degli impegni per la riduzione del gas serra.

giovedì 17 dicembre 2015

LA CUSTODIA DEL CREATO. PROSPETTIVE DOPO L'ENCICLICA LAUDATO SI E LA CONFERENZA ONU DI PARIGI

Interviene il Ministro dell'Ambiente  Gianluca Galletti
Domenica 20 dicembre 2015, ore 15.30
Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII
Via San Vitale 114 - Bologna

Domenica 20 dicembre 2015, alle ore 15.30, a Bologna presso la Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII si terrà il seminario:
“La custodia del creato- Prospettive dopo l’Enciclica “Laudato si” e la Conferenza ONU di Parigi”.
Promosso dal Ministero dell’Ambiente, nell’ambito di un articolato programma di interventi di formazione e di sensibilizzazione sull’importanza della promozione e protezione ambientale, l’incontro intende raccogliere ed approfondire i numerosi stimoli e le prospettive offerti dall’Enciclica “Laudato si”” e dall’accordo sul clima raggiunto alla conferenza ONU di Parigi.

Al centro del dibattito  le  nuove opportunità per lo sviluppo sostenibile dei paesi più poveri, i partecipanti al seminario esamineranno anche le principali questioni riguardanti la tutela dell’ambiente in Italia, tra cui il dissesto idrogeologico, la qualità dell'aria, la green economy, le fonti rinnovabili e il progetto strategico di educazione ambientale permanente.

Il seminario avrà inizio alle ore 15.30.

Conduce i lavori Maria Pia Garavaglia, già Ministro della Sanità, attuale Presidente Comitato Femminile della Fondazione Sorella Natura. In apertura dei lavori sono previsti gli interventi di:

- S. E. Marçelo Sanchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle    Scienze
- S.E. Enrico Dal Covolo, Rettore della Pontificia Università Lateranense
- Alberto Melloni, Segretario della Fondazione per le Scienze Religiose   Giovanni XXIII

Alle 16.40, riflessioni del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti su: “Conferenza Onu di PARIGI: aspettative, esiti e prospettive”.

Alle 18.00 - Roberto Leoni, Presidente della Fondazione Sorella Natura, presenta il progetto strategico di educazione ed azione ambientale “Volontari Amici del Creato” e “Guardie Ambientali Volontarie Amici del Creato”.

Alle 18.30-  considerazioni conclusive di S.E. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna.


Qui e foto dell'evento



ARGOMENTI CORRELATI

FONDAZIONE SORELLA NATURA: PROSPETTIVE DOPO LA CONFERENZA ONU DI PARIGI


venerdì 11 dicembre 2015

CAMBIAMENTI CLIMATICI: TRE REGIONI ITALIANE PROTAGONISTE ALLA COP21

Una rete di regioni europee che collaborano per affrontare i cambiamenti climatici, la proposta di decarbonizzare due grandi industrie pugliesi, la valutazione degli impatti sociali e ambientali dei cambiamenti climatici. Sardegna, Puglia e Lazio protagoniste di un incontro internazionale alla COP21 di Parigi

PARIGI – Nella sfida per affrontare i cambiamenti climatici le regioni giocano un ruolo determinante, indispensabile, che si unisce alle decisioni prese dai governi nazionali e dalle grandi organizzazioni internazionali.
Alla vigilia di uno storico accordo sul clima che si prevede sarà concluso in chiusura della COP21 di Parigi, dove delegazioni di oltre 170 paesi sono al lavoro per concordare azioni da intraprendere per contenere il riscaldamento del Pianeta, le Regioni italiane sono protagoniste al meeting internazionale delle Nazioni Unite dove affermano la necessità e l’importanza del governo dei territori per mettere in pratica te concrete ai cambiamenti climatici e che siano nel segno dello sviluppo e della sicurezza per le generazioni presenti e future, per l’ambiente, per i sistemi socio-economici.
Organizzato dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici in collaborazione con la Società Italiana per le Scienze del Clima e Basque Centre for Climate Change – BC3, l’evento dal titolo Regioni e cambiamenti climatici: la sfida per le comunità locali, ha portato all’attenzione della comunità internazionale la necessità di integrare competenze di governo a livello globale, nazionale e regionale. Il fulcro dell’incontro, cui hanno contribuito esperienze dall’Italia, dai Paesi baschi, dalla California e dall’Unione Europea, è sto il tavolo interregionale di coordinamento sulla strategia di adattamento che vede le regioni italiane collaborare con l’obiettivo di favorire e monitorare l’implementazione di strategie regionali a piani di azione che siano coerenti con la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (SNAC).

Francesco Pigliaru, Presidente della Regione Sardegna, ha sottolineato come è indispensabile che le regioni siano presenti a un evento di portata internazionale come la COP parigina. “Le iniziative per affrontare i cambiamenti climatici non possono funzionare senza i territori, perché sono questi ultimi che fanno le cose essenziali. Essere alla Copo è un’occasione unica per scambiare esperienze e conoscenze senza le quali rischieremo di andare molto più lenti nella lotta al cambiamenti climatico”.

L’analisi e la valutazione dei molteplici settori su cui gli effetti negativi di un clima che sta cambiando sono stati al centro dell’intervento di Riccardo Valentini, Capogruppo PD nel Consiglio regionale della Regione Lazio. “Non si tratta esclusivamente di un problema energetico – ha spiegato Valentini – bisogna tener conto del capitale ambientale e umano che viene coinvolto e di come i cambiamenti c,imatici interagiscano con i sistemi ambientali, economici e sociali”.

“È una grande occasione che ci è stata data dal Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti Climatici – ha detto Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia – per parlare di una nostra proposta che ci è stata data per decarbonizzare la Puglia. Abbiamo colto l’occasione di una grande opera infrastrutturale che è il gasdotto TAP per proporre al governo italiano di alimentare a gas sia la centrale elettrica di Cerano che l’Ilva di Taranto”

All’evento, che si è svolto giovedì 10 dicembre ore 15-16,30 nella Observer Room 12 presso la COP21 di Parigi, Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici della UNFCCC, hanno partecipato:

Gian Luca GALLETTI (Ministro Italiano dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare); Francesco PIGLIARU (Presidente della Regione Sardegna); Riccardo VALENTINI (Capogruppo PD della Regione Lazio), Michele EMILIANO (Presidente della Regione Puglia), Hans BRUYNINCKX (Direttore Agenzia Europea per l’Ambiente), Ana OREGI (Ministro dell’Ambiente Paesi Baschi), Ken ALEX (Direttore Pianificazione e Ricerca del Governatore della California), Antonio NAVARRA (Presidente CMCC), Carlo CARRARO (Vice Presidente WG3 IPCC), Donatella SPANO (Presidente Società Italiana per le Scienze del Clima, CMCC, Coordinatore del tavolo interregionale della conferenza delle regioni), Ibon GALARRAGA (BC3).

lunedì 7 dicembre 2015

CAMBIAMENTI CLIMATICI: LA SFIDA DELLE REGIONI ITALIANE E MEDITERRANEE

PARIGI - Alla Cop21 le regioni italiane e le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici al centro di un evento che ha per protagonisti rappresentanti di governi nazionali, istituzioni europee e governi regionali (italiani, statunitensi e baschi) per analizzare la necessaria integrazione tra i diversi livelli di governo. A partire da un esempio concreto che nasce proprio in Italia: il tavolo interregionale di coordinamento sulla strategia di adattamento promosso dalla Regione Sardegna con l’obiettivo di favorire e monitorare l’implementazione di strategie regionali a piani di azione che siano coerenti con la  strategia nazionale (SNAC). L’evento, che si svolge, giovedì 10 dicembre ore 15-16,30 nella Observer Room 12, vede la partecipazione di decisori politici e scienziati del clima che insieme proporranno esempi di successo che possono essere ampliati verso nuove esperienze in altri contesti regionali.

PARTECIPANO
Gian Luca GALLETTI (Ministro Italiano dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare); Francesco PIGLIARU (Presidente della Regione Sardegna); Nicola ZINGARETTI (Presidente della Regione Lazio), Michele EMILIANO (Presidente della Regione Puglia), Hans BRUYNINCKX (Direttore Agenzia Europea per l’Ambiente), Ana OREGI (Ministro dell’Ambiente Paesi Baschi), Ken ALEX (Direttore Pianificazione e Ricerca del Governatore della California), Antonio NAVARRA (Presidente CMCC), Carlo CARRARO (Vice Presidente WG3 IPCC), Donatella SPANO (Presidente Società Italiana per le Scienze del Clima, CMCC), Ibon GALARRAGA (BC3), Brian PECK (Vice Direttore Affari Internazionali e Sviluppo Economico, Governo della California, invitato), Bernard SOULAGE (Vice Presidente Relazioni Internazionali e Affari Europei, governo della Regione di Rhône-Alpes, invitato).

Sarà disponibile in sala il servizio di traduzione simultanea.

DOVE: COP21 – Observer Room 12  - Le Bourget – Parigi (guarda la mappa della COP21)

QUANDO: Giovedì 10 dicembre 2015, ore 15.00-16.30

PAGINA WEB: sul sito del CMCC (clicca qui)

Evento organizzato da Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici in collaborazione con la Società Italiana per le Scienze del Clima e  Basque Centre for Climate Change – BC3

Per partecipare all’evento è necessario essere accreditati alla COP21 – Conferenza sui cambiamenti Climatici di Parigi

giovedì 3 dicembre 2015

L'OTTIMISMO PROMUOVE LA MOBILITÀ DEI TALENTI E LA COMPETIVITÀ INTERNAZIONALE IN TUTTA EUROPA

Il 77% dei dipendenti europei si dichiara ottimista circa il proprio futuro lavorativo 8 intervistati su 10 giudicano positivamente l'ingresso di talenti stranieri sul mercato locale Metà delle aziende è pronta a competere a livello internazionale.
I dipendenti europei si sono ripresi dalla crisi economica e ora stanno modificando la propria posizione su eventuali cambi lavorativi e sulla competizione internazionale;
è quanto rilevato da una nuova ricerca presentata in occasione dell’evento HR Tech World Congress da ADP®, leader mondiale nelle soluzioni per la gestione delle Risorse Umane (Human Capital Management).

Lo studio, condotto su un campione di 11.000 lavoratori adulti, mette in luce quel che i dipendenti di tutta Europa pensano circa il proprio futuro lavorativo, la competitività internazionale e la gestione dei talenti.

Il 77% dei dipendenti europei si dichiara ora ottimista circa il proprio futuro lavorativo. Le principali ragioni di questo ottimismo sono da ricercarsi nella crescente sicurezza del posto di lavoro (38%), nelle crescenti opportunità di carriera (27%) e nella possibilità di ottenere formazione e sviluppo delle competenze in modo adeguato per avere successo (27%). L’incertezza tuttavia è più forte nei Paesi che hanno risentito maggiormente della crisi economica: i dipendenti italiani sono i meno ottimisti nonché quelli più frequentemente convinti del fatto che il futuro non sia prevedibile (61%).

La crescita economica accelera la guerra per conquistare i talenti

Grazie alle condizioni economiche attuali, i dipendenti guardano con vivo interesse alle nuove opportunità di lavoro che si aprono. Oltre un terzo (34%) degli interpellati in tutta Europa prevede infatti di cambiare lavoro entro tre anni, con un picco in Svizzera dove il 16% programma di farlo entro un anno. I britannici sono quelli meno disposti a un futuro a lungo termine con il proprio datore di lavoro attuale, con solo il 17% che prevede di proseguire il resto della carriera nell’azienda in cui si trova ora. Di contro, il 40% dei dipendenti tedeschi è convinto di conservare il ruolo attuale fino alla fine della propria carriera.

Un mercato del lavoro in via di miglioramento significa tuttavia che le aziende devono pensare a come conservare il talento al proprio interno. Metà (51%) dei dipendenti, infatti, considera già preoccupante la mancanza di ingresso di nuovi talenti, mentre il 47% ritiene che questo gap sia causato da carenze nel recruiting.

La guerra per i talenti si estende oltre le frontiere

La perdita di talenti e competenze locali è ancora un problema per diversi Paesi. In Spagna (49%), Italia (47%) e Polonia (39%) si registra la maggior preoccupazione per la perdita di talenti a favore di altre nazioni. L’atteggiamento nei confronti dei talenti stranieri che arrivano sul mercato locale del lavoro è generalmente positiva, con il 79% dei dipendenti che afferma che i lavoratori in arrivo dall’estero non costituiscono una minaccia per le rispettive organizzazioni. I lavoratori svizzeri e britannici sono quelli più esitanti di fronte alla possibilità di ingresso degli stranieri nelle rispettive aziende, con il 36% e il 32% rispettivamente che considerano questa eventualità come un problema a fronte di una media europea del 21%.

Gli alti livelli di ottimismo e la crescente mobilità dei talenti riflette anche l’aumentata competitività delle aziende. Esattamente metà dei dipendenti europei afferma che la propria azienda è preparata a competere internazionalmente a livello sia di business che di acquisizione dei talenti. Il Regno Unito si trova davanti a tutti nella capacità di competere sul mercato internazionale: qui 6 dipendenti su 10 sono convinti che la propria azienda sia ben preparata a competere su business e talenti contro gli altri Paesi.

Leon Vergnes, SVP/GM EMEA di ADP ES International, ha dichiarato: “È evidente come il miglioramento della stabilità economica europea stia influendo sull’atteggiamento dei dipendenti nei confronti del futuro lavorativo. Tuttavia, la guerra per conquistare i talenti e risolvere i gap di competenze rappresentano due grosse sfide per le aziende europee, che devono capire come fare per attirare i professionisti più capaci presenti sul mercato.

Inserire persone provenienti da background differenti e incoraggiare lo spostamento internazionale dei talenti sono elementi essenziali per assicurare la competitività globale. Le aziende che si muoveranno efficacemente su questi due fronti, otterranno i vantaggi di una forza lavoro coinvolta, ottimista e impegnata”.

Virginia Magliulo, General Manager Adp Italia, ha commentato: “Finalmente stiamo assistendo ad una ripresa che si riflette positivamente su atteggiamenti e punti di vista delle Persone, con effetti di ricaduta su livelli occupazionali, salari e quindi coinvolgimento del personale. Noi siamo da sempre al fianco delle Persone e delle Aziende per promuovere una cultura del cambiamento fornendo soluzioni, tecnologie e approcci innovativi, che consentono una ottimizzazione e semplificazione dei processi HCM, con un focus privilegiato sulle nuove esigenze del mondo del lavoro”.

Per ulteriori informazioni è possibile leggere il report ‘The Workforce View in Europe’ all’indirizzo http://www.it-adp.com/human-capital-management/workforce-view-europa.

Informazioni sulla ricerca: Il report ‘The Workforce View in Europe’ esplora l’atteggiamento dei dipendenti verso il proprio futuro lavorativo. La ricerca è stata condotta per conto di ADP dall’agenzia di ricerche di mercato Opinion Matters nel luglio 2015 su un campione di 11.257 lavoratori adulti in otto Paesi europei: Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svizzera e Regno Unito. 

lunedì 30 novembre 2015

10 COSE CHE (FORSE) NON SAPETE SULLA COP21

La COP21 ha preso il via, oggi, in una capitale francese blindata. La posta in gioco è altissima: per i leader mondiali si tratta dell'ultima chiamata per salvare il pianeta. Ecco perché la conferenza sul clima delle Nazioni Unite è un evento che ci tocca tutti da vicino, e che non possiamo ignorare.
COP21 di Parigi
https://www.flickr.com/photos/mycieau/

1. Per la prima volta, in oltre 20 anni di negoziazioni, la COP21 punta a raggiungere un accordo universale e legalmente vincolante sul clima, che limiti il riscaldamento globale entro i 2 °C. Oltre questa soglia, non sappiamo cosa potrebbe succedere. 

2. Non si tratta solo di limitare i cambiamenti climatici già in atto. In gioco c'è la pace stessa: il surriscaldamento crea conflitti e migrazioni e, soprattutto, c'é il rischio di una guerra per l'accesso all'acqua. 

3. 183 Paesi su 195 hanno presentato degli impegni volontari per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Sicuramente, si tratta di un significativo passo avanti, ma non è sufficiente: se sommati, porterebbero comunque ad un aumento di temperatura di quasi 3 °C, molto oltre il limite fissato dagli esperti. Perciò, il summit punta a delineare dei meccanismi di revisione al rialzo dell'accordo. 

4. Per scongiurare il rischio di un fallimento, memore dell'esito disastroso della COP15 di Copenaghen, il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, ha chiesto ai leader presenti di gestire in modo ottimale il tempo a loro disposizione: è essenziale compiere progressi ogni giorno, perché non si può sperare in un accordo globale dell'ultimo minuto. 

5. Barack Obama ha lanciato la "Mission Innovation", un'iniziativa con cui 20 Paesi (tra i quali anche l'Italia), più una ventina di grandi imprenditori guidati da Bill Gates, si impegneranno a raddoppiare i loro investimenti nella ricerca e nello sviluppo, per contrastare i cambiamenti climatici nei prossimi cinque anni. 

 6. Le delegazioni sono state accolte anche da un'installazione chiamata "Climatesaurus", creata per sensibilizzare i leader globali sull'impatto dell'inquinamento marino. Si tratta di un serpentone di rifiuti di plastica, opera dell'artista italiana Maria Cristina Finucci

7. L'impegno politico internazionale contro il cambiamento climatico è iniziato nel 1992, al Summit della Terra di Rio. In quell'occasione, è stata creata la UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change), che ha stabilito delle linee d'azione per limitare la concentrazione atmosferica dei gas serra. La UNFCCC è entrata in vigore il 21 marzo 1994, e ora quasi tutti i Paesi del mondo l'hanno sottoscritta. 

8. La prima COP si è tenuta a Berlino, nel 1995. Da allora alcuni incontri hanno avuto successo, altri meno: nella COP3 è stato adottato il Protocollo di Kyoto, entrato in vigore nel 2005; alla COP11 hanno stilato il Montreal Action Plan; durante la COP16 è stato istituito il Green Climate Fund; la COP15, invece, ha fallito nel raggiungere un nuovo accordo in vista dellla scadenza del Protocollo di Kyoto. 

9.  L'ultimo incontro, la COP20, si è tenuto a Lima. L'obiettivo era quello di portare avanti le trattative, in vista del summit di Parigi. I negoziatori hanno concluso i lavori con il documento "Lima Call for Climate Action", e con una bozza del trattato che si dovrà delineare ora a Parigi. 

10. Se volete far sentire la vostra voce alla COP21 di Parigi, c'è solo l'imbarazzo della scelta: #ActInParis, #EarthToParis, #WeAreTheClimateGeneration

Fonte: Benedetta Bianco su Gravità Zero 

domenica 29 novembre 2015

COP21: PARIGI SARÀ LA CAPITALE DEL MONDO

La COP21, la conferenza sul clima di Parigi, si farà. Dopo gli attentati che hanno colpito la capitale francese la notte tra venerdì 13 e sabato 14 novembre, il premier Manuel Valls conferma che il tanto atteso evento ONU non sarà annullato né rinviato. La COP21 si terrà, come da programma, dal 30 novembre all’11 dicembre 2015 e vedrà riuniti intorno ad un tavolo 195 Paesi, con decine di migliaia di delegati e osservatori.

cop 21 Antonio Fago


La Francia dovrà affrontare altre sfide, oltre a quella della sicurezza: in quanto paese che presiede la COP, avrà il compito di facilitare il dialogo tra tutte le parti che partecipano al negoziato, al fine di far convergere i diversi punti di vista e permettere l’adozione di un accordo all’unanimità.
Infatti, questa conferenza è di cruciale importanza: per la prima volta in oltre 20 anni di negoziazioni, punta a raggiungere un accordo universale e legalmente vincolante sul clima, che limiti il riscaldamento globale entro i 2 °C.
L’impegno politico internazionale contro il cambiamento climatico è iniziato nel 1992, al Summit della Terra di Rio. In quell’occasione, è stata creata la UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change), che ha stabilito delle linee d’azione per limitare la concentrazione atmosferica dei gas serra. La UNFCCC è entrata in vigore il 21 marzo 1994, e ora quasi tutti i Paesi del mondo l’hanno sottoscritta.

La prima COP, invece, si è tenuta a Berlino, nel 1995. Da allora, alcuni incontri sono stati più significativi di altri, in positivo o in negativo: nella COP3 è stato adottato il Protocollo di Kyoto, entrato in vigore nel 2005; alla COP11 hanno stilato il Montreal Action Plan; la COP15 di Copenaghen si ricorda per l’insuccesso nel raggiungere un nuovo accordo in vista della scadenza del Protocollo di Kyoto, mentre durante la COP16 a Cancún è stato istituito il Green Climate Fund.
L’anno scorso, è stata Lima ad ospitare la COP20. L’obiettivo era quello di portare avanti le trattative, in vista del Summit di Parigi. I negoziatori hanno concluso i lavori con il documento “Lima Call for Climate Action”, che getta le basi per un nuovo accordo globale sul clima, e con una bozza del futuro trattato della COP21.

Stavolta, i presupposti per un risultato concreto e determinante ci sono. Anche la pressione dell’opinione pubblica può spingere ad un’azione concreta. Se volete far sentire la vostra voce alla COP21, c’è solo l’imbarazzo della scelta: #ActInParis, #EarthToParis, #WeAreTheClimateGeneration. Sono tutte iniziative che vi permetteranno di dire cosa volete per il futuro del nostro pianeta.

La sfida posta dal cambiamento climatico è la più grande che l’umanità abbia mai affrontato. Ma sembra che le stelle si siano allineate: c’è la consapevolezza del problema, c’è la volontà di agire e c’è la tecnologia giusta. Forse siamo davvero ad un punto di svolta.


sabato 28 novembre 2015

L'ALTA VELOCITÀ PER UNIRE LE CITTÀ D'EUROPA E ASIA CON LA "METROPOLITANA DELLA PACE"

A Torino il primo ‘Forum delle Città della nuova via ferroviaria della seta’
 
“È certamente un progetto avveniristico, che va visto con gradualismo. Ma oggi a Torino si parte con un progetto ferroviario che collegherà l'Europa e l'Asia. Una super metropolitana mondiale, una metropolitana della pace”.

E non a caso è stato battezzato “Carta di Torino”, il documento che oggi, 27 novembre 2015, viene sottoscritto da sindaci e vicesindaci di molte delle città europee e asiatiche coinvolte nel progetto ferroviario più grande mai varato, la “via ferroviaria della seta”.
Parte infatti da Torino quella che è stata anche chiamata la “metropolitana della pace”, l’iniziativa che mira a realizzare il collegamento ferroviario ad alta velocità delle principali città d’Europa, Russia, Turchia e Medio Oriente fino ad arrivare a Pechino. (Prova la mappa interattiva)


Il Forum della nuova Via Ferroviaria della Seta

E sempre a Torino e nella stessa giornata, si è svolto il primoForum delle Città della nuova via ferroviaria della seta, promosso da Mir Initiative in collaborazione con il Comune di Torino e l’Anci. Il progetto prevede lo sviluppo dei corridoi dell’alta velocità europea verso est, fino a raggiungere la capitale cinese, e verso il sud-est nelle aree mediorientali oggi teatro di conflitti politici e religiosi cruenti. Una volta realizzato il progetto, sarà possibile coprire i 10.500 km tra Torino e Pechino in meno di due giorni con un treno ad alta velocità. 
“Lo scopo istituzionale del Forum – ha spiegato Ernest Sultanov, coordinatore dell’iniziativa, che ha introdotto i lavori – è di coinvolgere i sindaci delle città situate negli snodi principali della futura linea ferroviaria veloce, per fare in modo che la cultura della mobilità fisica come fattore di mobilità sociale e di sviluppo venga recepito innanzitutto dal basso, a partire dalle popolazioni, e diventi poi strumento di pressione nei confronti dei governi per spingere la realizzazione di questa sorta di metropolitana della pace”. 
I promotori del Forum hanno già pubblicato il libro bianco ‘Metro del METR, il futuro della mobilità nella regione METR’ che raccoglie i contributi, e le idee di sviluppo della mobilità fra i paesi dell’area euroasiatica, di esperti e manager delle principali aziende internazionali del settore trasporti e infrastrutture, che rappresentano un fatturato complessivo di oltre 700 miliardi di euro.

mercoledì 25 novembre 2015

A “LEZIONI DI FUTURO” CON IL SOLE 24 ORE

Dal 26 novembre, ogni giovedì, la collana di Nòva24 spiega le innovazioni che stanno rivoluzionando la vita di tutti i giorni. Primo appuntamento con “Arrivano i Robot”: come funzionano gli automi e che cosa ci possiamo fare

Abbiamo conosciuto 20 anni di cambiamenti: nulla in confronto all’innovazione che si sta preparando nei laboratori e nelle imprese più avanzate del pianeta. I robot, i big data, la sharing economy e l'industria 4.0 sono solo alcuni tra i fenomeni che stanno alimentando l’ondata evolutiva della tecnologia e della società.

Ondata in grado di influenzare le scelte sociali ed economiche e che si riflette sempre più sulla vita di ognuno di noi. L'analisi dell'enorme quantità di tracce digitali che ciascuno lascia ogni istante – spostandosi in città, comprando un prodotto on line, utilizzando la tessera punti, prenotando un viaggio – sta cambiando le conoscenze che possiamo sviluppare sul comportamento umano. 
Conoscenze che da un lato permettono di indirizzare le scelte di imprese e organi istituzionali, dall’altro creano nuovi punti interrogativi, con enormi conseguenze sulla progettazione di infrastrutture, l’utilizzo delle pubblicità, la gestione degli eventi, la pianificazione della pubblica sicurezza. Proprio la cyber security è ad esempio una delle nuove principali esigenze emerse per chi opera nella difesa di un Paese e che si incomincia a scontrare con la difesa dei diritti.

lunedì 23 novembre 2015

McT PETROLCHINMICO: SI AVVICINA LA SETTIMA EDIZIONE

Il 25 novembre a Milano in vetrina il mondo Oil & Gas ed energetico

Mancano pochi giorni alla nuova edizione di mcT Tecnologie per il Petrolchimico, iniziativa verticale di riferimento per i professionisti impegnati nel settore del Petrolchimico e dell’industria di Processo, in programma il 25 novembre a Milano.

La mostra convegno, che già si preannuncia un record, con oltre 120 espositori, non è solo una vetrina dell'eccellenza del settore, ma anche un'occasione di aggiornamento e crescita professionale.

E come da tradizione, anche l'edizione 2015 sarà aperta dall'importante sessione mattutina “Tecnologie per il Petrolchimico e per il settore energetico", coordinata da Regina Meloni e Carlo Perottoni (Saipem), in cui si parlerà anche dell'ottimizzazione dei cicli energetici e riduzione delle emissioni, con approfondimenti sulle architetture di automazione, sulla manutenzione industriale, l'ingegneria dei sistemi e vedrà il coinvolgimento diretto di aziende del settore che affronteranno tematiche di attualità e contribuiranno con case study.
Tra i protagonisti che animeranno la mattinata ricordiamo la partecipazione diretta di enti e aziende leader del settore, tra cui Saipem, AMEC Foster Wheeler Italiana, Dipartimento di Energia Politecnico di Milano, oltre agli sponsor ABB, AB Energy, Rittal, Sick, SKF che daranno voce a esperienze dirette e a case history di grande interesse.
La partecipazione al convegno permetterà l’acquisizione di 3 crediti formativi in base al Regolamento per la Formazione Continua degli Ingegneri.

mcT ricordiamo godrà della concomitanza di mcT Safety and Security, iniziativa dedicata alle soluzioni e alle tecnologie per la sicurezza attiva e passiva nei contesti industriali a elevata criticità, in cui saranno approfondite tematiche di assoluta attualità che spazieranno dalla sicurezza alle soluzioni innovative di security e safety per la protezione degli impianti anche in relazione ai vari possibili rischi - incendi, esplosioni, terrorismo, ecc..

Alla ricca offerta convegnistica quest'anno si affianca inoltre il seminario “Le nuove frontiere della manutenzione industriale”, organizzato da Aiman (Associazione Italiana Manutenzione), in cui saranno presentati aggiornamenti in merito alle norme ISO, CEN, UNI, che hanno mutato il quadro tecnico organizzativo di riferimento.

La formula della giornata, oltre al programma sopra citato, prevede una ricca area espositiva, in cui saranno presenti i protagonisti del settore, e una serie di workshop tecnico-applicativi curati dalle stesse aziende partecipanti, così da consentire agli operatori partecipanti di approfondire in modo specifico soluzioni, tecnologie e casi applicativi legati al mondo petrolchimico e dell’oil&gas.

mcT è organizzata da EIOM in collaborazione con AIS/ISA Italy section (Associazione Italiana Strumentisti), il patrocinio di ANIPLA (Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione), di GISI (Associazione Imprese Italiane di Strumentazione), AIAS (Associazione Professionale Italiana Ambiente e Sicurezza) e il supporto della “Guida Petrolchimico”.

Cresce quindi l'attesa per la giornata che si prospetta imperdibile per tutti i professionisti, il programma completo dell’evento è disponibile sul sito della manifestazione attraverso cui gli operatori interessati possono anche preregistrarsi per accedere gratuitamente alla manifestazione e alle mostre in contemporanea, partecipare a convegni e workshop e usufruire dell’offerta dei servizi collegati.

domenica 22 novembre 2015

CLIMA: L'APPELLO DEGLI SCIENZIATI ITALIANI

È un documento unico nel suo genere, parole chiare e dirette. Un momento di Valutazione sui Cambiamenti Climatici dell’IPCC). Messaggio che parla ai principali attori della società (politici, imprenditori, istituzioni, opinione pubblica) per affrontare i cambiamenti climatici. Ne sono autori scienziati italiani afferenti ad una dozzina di società e associazioni scientifiche e che parlano, per la prima volta, con una sola voce.

È successo al ROME2015 – SCIENCE SYMPOSIUM on CLIMATE dalla prestigiosa Plenary Hall della FAO, a Roma, alla presenza del Ministro Gianluca Galletti, di autorità internazionali e di una ricca rappresentanza della comunità scientifica. 

Ai politici, a livello nazionale e internazionale, si chiede di assumere la guida delle iniziative sul clima e adottare misure efficaci per limitare le emissioni di gas serra. Alle istituzioni di sostenere l’impegno della ricerca per lo studio delle scienze del clima, degli impatti e delle tecnologie. Alla comunità internazionale di siglare a Parigi un accordo su efficaci ed equi obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, sui meccanismi per la misurazione e la verifica dei progressi verso gli obiettivi definiti, sulle risorse finanziarie necessarie a sostenere la transizione dei Paesi in via di sviluppo verso un’economia “zero carbon”. 

Al settore privato di ridurre l’uso di fonti fossili; ai settori finanziari di potenziare il sostegno alle rinnovabili e integrare i rischi connessi ai cambiamenti climatici nelle proprie strategie d’investimento. 

A tutti i cittadini, ai media, all’opinione pubblica di avere maggiore consapevolezza sul tema dei cambiamenti climatici. Alla vigilia della COP21, gli scienziati italiani parlano chiaro e si rivolgono a tutti i protagonisti coinvolti nel tema dei cambiamenti climatici e nella ricerca di possibili soluzioni. Sono rappresentanti di numerose società e associazioni scientifiche che hanno unito le loro forze, le loro competenze, le loro conoscenze per offrire uno sguardo interdisciplinare da parte della comunità di ricerca italiana sulle soluzioni possibili in tema di cambiamenti climatici.

Il messaggio è stato consegnato a Gian Luca Galletti, Ministro Italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in occasione dell’apertura di ROME2015 –SCIENCE SYMPOSIUM on CLIMATE, la due giorni di confronti e dibattiti tra scienziati, decisori politici, esperti e rappresentanti del mondo delle imprese e della società civile con la collaborazione della Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO) che ospita l’evento (19 e 20 novembre 2015). 

"Il Simposio rappresenta un evento senza precedenti nel panorama della ricerca italiana”, spiega la Prof. Donatella Spano, presidente della Società Italiana per le Scienze del Cima che ha coordinato tutta l’iniziativa. “Ben 14 società scientifiche coinvolte nello studio del clima e dei suoi impatti in diversi settori si sono riunite e coordinate superando, e anzi abbattendo, i tradizionali confini tra diverse discipline scientifiche con l'obiettivo di individuare soluzioni condivise per rispondere ad una delle sfide più complesse dei nostri tempi, quella dei cambiamenti climatici”. “Punto di forza del Simposio – ha continuato la Prof. Spano – è l'approccio multidisciplinare e il coinvolgimento di scienziati, ricercatori e decisori politici. L'elevata partecipazione, il coinvolgimento della FAO e la presenza di speakers di chiara fama per la comunità scientifica internazionale confermano l'importanza e l’assoluta necessità di collaborare tutti assieme nella definizione di azioni di risposta ai cambiamenti climatici e di relative politiche per le attività di adattamento e mitigazione". Proprio in virtù di questa collaborazione è nato l’appello degli scienziati che parlano con una sola voce agli attori che devono prendere decisioni importanti sul piano politico, economico, finanziario, sociale su un tema così rilevante. I cambiamenti cimatici infatti influiscono sia a livello nazionale e regionale che a livello globale. Inclusi tra i Sustainable Development Goals, l’insieme di obiettivi universalmente riconosciuti per bilanciare le dimensioni ambientale, sociale ed economica dello sviluppo sostenibile, i cambiamenti climatici hanno cause su cui – sottolineano gli scienziati italiani nel loro appello – esiste un consenso condiviso nella comunità scientifica internazionale ed evidenziato anche dall’ultimo rapporto dell’IPCC. 

Sappiamo che l’influenza umana sul sistema climatico è inequivocabile, che è (con estrema probabilità) responsabile del riscaldamento del pianeta in corso dalla seconda metà del secolo passato. Sappiamo che gli impatti dei cambiamenti climatici si stanno già verificando, eventi estremi (come ondate di calore, innalzamento del livello del mare, precipitazioni violente, gravi siccità) sono in aumento, mentre l’esposizione e la vulnerabilità a questo tipo di eventi sono determinanti per valutazione e la gestione del rischio di ogni attività economica o sociale. 

Le scelte che adottiamo oggi e nel prossimo futuro – scrivono gli scienziati – risulteranno decisive per affrontare una delle sfide più complesse e importanti, le cui conseguenze negative hanno un’elevata rilevanza per economie e società, non solo per l’ambiente, ed anche per coglierne l’opportunità per rinnovare i sistemi economici e introdurre innovazioni tecnologiche e sociali.

La consegna dell’appello al Ministro Galletti ha dato il via al Simposio che ha visto radunati nella prestigiosa Plenary Hall della FAO più di 400 persone che contribuiscono a confronti scientifici con oltre duecento presentazioni. I lavori sono poi stati ufficialmente aperti da Donatella Spano, che presiede anche il comitato scientifico del Simposio, Maria Helena Semedo, vice Direttore Generale della FAO, Carlo Carraro (che nell’IPCC svolge il ruolo di vice Presidente del gruppo di lavoro sulla mitigazione dei cambiamenti climatici), Laurence Tubiana (Rappresentante Speciale del Ministro degli Esteri francese per la Conferenza sul Clima 2015 di Parigi, COP-21, e Ambasciatore Francese per i Negoziati sul Clima) che interverrà in video, Martin Frick (Direttore della Divisione Climate, Energy and Tenure della FAO), il quale interverrà sul rapporto tra cambiamenti climatici e sicurezza alimentare. Margarita Astralaga (Direttore Environment and Climate Division dell’IFAD) apre la giornata di venerdì 20 novembre con un intervento sul tema delle risorse idriche, introdotta da Riccardo Valentini (Università della Tuscia e tra gli autori del Quinto Rappor Il Simposio si chiuderà nel pomeriggio di venerdì 20 novembre quando, alle ore 16:00, con una sessione plenaria in cui tutte le società e associazioni scientifiche che hanno contribuito a ROME2015 – SCIENCE SYMPOSIUM on CLIMATE approfondiranno specifici aspetti del tema dei cambiamenti climatici, offrendo una visione integrata e multidisciplinare sull’argomento da parte della comunità scientifica italiana. Il sito web di ROME2015 –SCIENCE SYMPOSIUM on CLIMATE  www.rome2015.it 

Il testo integrale della dichiarazione sui cambiamenti climatici è disponibile online a questa pagina web 

Le Società e Associazioni Scientifiche che partecipano all’organizzazione dell’evento sono: SISC - Società Italiana per le Scienze del Clima, AGI - Associazione Geofisica Italiana, AIAM - Associazione Italiana di AgroMeteorologia, AIEAR - Associazione Italiana degli Economisti dell'Ambiente e delle Risorse naturali, ATIt - Associazione Teriologica Italiana, CATAP - Coordinamento delle Associazioni Tecnico-scientifiche per l’Ambiente ed il Paesaggio, COI - Commissione Oceanografica Italiana, FLA – Fondazione Lombardia Ambiente, GII - Gruppo italiano di Idraulica, HOS - Historical Oceanography Society, SIDEA - Società Italiana di Economia Agraria, SIF - Società Italiana di Fisica, SMI - Società Meteorologica Italiana, UNASA - Unione delle Accademie di Agricoltura.

sabato 21 novembre 2015

INCENDI: NUOVI STRUMENTI DI PROTEZIONE

Scienza, strumenti per la prevenzione del rischio incendi al servizio di decisori politici e della società. Un dialogo per raccontare le soluzioni innovative, nuove sale operative, altissime tecnologie wireless installate in punti nevralgici del territorio alla presenza di esperti, istituzioni e scienziati. I risultati prodotti dal Progetto Ofidia, proficua collaborazione tra Italia e Grecia nell’ambito dei programmi della Commissione Europea. 

Il 24 novembre 2015 si terrà a Lecce, dalle 9:00 presso il MUST, Museo Storico Città di Lecce (Via degli Ammirati 11), il workshop finale del progetto OFIDIA "Rischio incendi: scienza, innovazione, strumenti per la prevenzione al servizio di decisori politici e della società" . L'evento coinvolgerà rappresentanti istituzionali, referenti della Regione e della Protezione Civile, rappresentanti della società civile, del mondo imprenditoriale e dell’opinione pubblica le cui attività sono legate al tema della prevenzione e della previsione dei rischi connessi agli incendi. 

Semrpre sull'argomento Antonio Fago: tutti uniti per l'ambiente.

Obiettivo principale del progetto OFIDIA è la realizzazione di un’infrastruttura operativa transnazionale di prevenzione ai pericoli di incendio che possa aumentare l’abilità degli stakeholder regionali nel rilevare e combattere gli incendi boschivi attraverso il monitoraggio ambientale, la costruzione di modelli climatici, la previsione dei pericoli di incendio e l’accesso automatico ai dati storici collegati ad essi. Per il raggiungimento di tali obiettivi è stato creato un consorzio che include due istituti di ricerca, il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC, Italia) e l’Università di Ioannina (UI, Grecia), e tre stakeholder: DAFD (Decentralized Administration of Epirus - Western Macedonia, Forest Directorate, Grecia), Provincia di Lecce (LE) e Città Metropolitana di Bari (BA). 

Nel corso del workshop saranno illustrati gli obiettivi del progetto e le attività svolte dai partner italiani e greci. Le reti di sensori wireless OFIDIA installate nella Regione Puglia, la piattaforma software di gestione e analisi dei dati, la modellazione del rischio incendi e il sistema avanzato di visualizzazione per la prevenzione del rischio incendi e il monitoraggio, le sale operative di controllo: questi i principali risultati del progetto che saranno presentati nel corso dell'evento. Ricerca e tecnologie all'avanguardia dunque, con ricadute concrete per la società civile.
Il workshop si concluderà con la tavola rotonda “Le innovazioni tecnologiche a supporto della prevenzione degli incendi boschivi”, importante momento di discussione e di confronto con quanti svolgono un ruolo attivo su temi che rivestono un’importanza strategica per la sicurezza, presente e futura, delle persone e dell’ambiente. 

Durante i lavori interverranno Giovanni Aloisio, Coordinatore del Progetto, Professore Università del Salento e CMCC; Vincenzo Zara, Rettore Università del Salento; Antonio Gabellone, Presidente Provincia di Lecce; Loredana Capone, Assessore Regione Puglia; Paolo Perrrone, Sindaco Città di Lecce; Alessandro Delli Noci, Assessore Città di Lecce; Gianluca Nardone, Direttore del Dipartimento Agricoltura e Ambiente Regione Puglia; Giuseppe Silletti, Comandante Regionale Corpo Forestale; Giuseppe Fanelli, Commissario Capo Regionale Corpo Forestale; Giuseppe Amoruso, Protezione Civile Regionale – Centro Funzionale Decentrato Regione Puglia; Giulio Mele, Protezione Civile, Provincia di Lecce; Donato Giannandrea, Città Metropolitana di Bari; Stergios Anastasiadis, Università di Ioannina, Grecia; Sandro Fiore, CMCC; Maria Mirto, CMCC; Costantino Sirca, CMCC; Aris Bartzokas, Università di Ioannina, Grecia; Carlo Dimaggio, Clio; Giovanni Chiesurin, Geoves/MeteoSystem. 

Per registrarsi e prendere parte all’evento scrivere a info@cmcc.it. 







lunedì 16 novembre 2015

SIAMO TUTTI PARIGINI

"Non possiamo fare a meno di dirci, anche Noi, parigini e partecipare al lutto delle famiglie delle vittime dell’infame attentato ed al dolore della Francia e dell’Umanità intera.
Lo spargimento di sangue innocente in nome di un Dio, che gli assassini chiamano Allah, di un Dio che certo non si riconosce in loro, grida vendetta agli  occhi  di DIO, comunque chiamato!".

Fondazione Sorella Natura così comincia attravefso le paroledel proprio direttivo di cui Antonio Fago è vicepresidente. 

"Vendetta che deve tradursi in giusta punizione degli assassini, dei loro mandanti e dei loro fiancheggiatori".

"Vendetta che non deve, non può, esser criminalizzazione di una intera comunità religiosa, quella islamica. Comunità che deve però condannare, senza se e senza ma, gli assassini, di oggi e di ieri, al suo interno".

"Quindi non vendetta nel senso di campagna di odio e di sangue ma che deve tradursi in piena e consapevole affermazione della Nostra identità (recuperiamola se l’abbiamo persa o seguiteranno ad ucciderci) e in totale fermezza nella legalità".

Diamo luogo:
  • al coraggio di seguitare a vivere come sempre;
  • al coraggio di affermare l’identità dell’occidente, che è identità cristiana;
  • al coraggio di imporre a chi accogliamo il rispetto dei nostri valori, così come Noi rispettiamo quelli degli altri quando andiamo a casa loro;
  • all’abbandono della viltà di consentire ad altri quello che non consentiamo a noi … dal padre padrone, alla poligamia, al volto coperto … alla macellazione con sgozzamento …
  • all’abbandono della viltà di non esporre il crocifisso, di non fare il Presepio e di non condurre gli alunni alla mostra d’arte sacra …
  • all’abbandono della viltà che confonde la tolleranza, l’accoglienza, l’integrazione, con il permissivismo ideologico, pseudo democratico e distruttivo e con il relativismo agnostico.





venerdì 13 novembre 2015

LA CASA DEI PRODOTTI TIPICI ITALIANI? BOLOGNA, BRESCIA, CUNEO E BERGAMO

2000 produzioni tipiche da tutta Italia a Il BonTà, dodicesimo salone delle eccellenze enogastronomiche artigianali e delle attrezzature professionali, in programma fino al 16 novembre a CremonaFiere.
 
Con 22 etichette D.O.P. e I.G.P. Bologna è la provincia italiana con più prodotti tipici di alta qualità, seguita da Brescia (18), Cuneo (17) e Bergamo (16). Le migliori produzioni tipiche sono al centro della 12A edizione de il BonTà, il salone delle eccellenze enogastronomiche artigianali e delle attrezzature professionali, in programma fino al 16 novembre a CremonaFiere. Numerosi i marchi D.O.P. e I.G.P anche a Cremona, Ferrara, Modena e Ravenna (14 ciascuno), così come a Forlì-Cesena, Padova, Pavia, Roma, Salerno, Siena, Treviso, Verona e Viterbo (13 ciascuno). Pochi i prodotti di alta qualità nelle province di BAT (2 marchi registrati), Campobasso, Gorizia, Imperia e Lecce (3) ma anche in territori più grandi come Trieste e Genova (4 ciascuno).

Leggi anche:
ANTONIO FAGO: SALVARE IL PIANETA PER SALVARE NOI STESSI 
“Sono sempre più numerosi – ha affermato Antonio Piva, presidente di CremonaFiere - gli italiani che ricercano il prodotto artigianale e di qualità al ristorante e attraverso la distribuzione tradizionale. Per loro e per i numerosi turisti del gusto che ogni anno arrivano in Italia per scoprire le migliori produzioni tipiche abbiamo deciso di organizzare un momento d’incontro divenuto, dopo 12 anni, punto di riferimento italiano dell'enogastronomia artigianale. Quest’anno a il BonTà ci sono oltre 2 mila prodotti proposti da 163 espositori provenienti da 20 regioni e 57 province. Piccole e medie produzioni di alta qualità, D.O.P. e I.G.P., che vengono proposte a operatori della ristorazione ma anche a negozi, gastronomie, servizi di catering, GDO oltre che a gourmet e buongustai che giungono in fiera per scoprire prodotti nuovi”.

L’analisi sulle tipicità italiane illustrata in occasione de il BonTà rileva che al fine ottobre 2015 sono 277 i marchi iscritti nel Registro delle denominazioni di origine protette, indicazioni geografiche protette e specialità tradizionali garantite, di cui 164 D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta), 111 I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta) e 2 S.T.G. (Specialità Tradizionali Garantite). I prodotti che hanno ricevuto più etichette di qualità sono gli ortofrutticoli e i cereali (106 in totale) mentre formaggi (50), oli e grassi (43), e prodotti a base di carne (40) sono meno della metà. La maggior parte delle etichette D.O.P. appartengono a formaggi (49), oli e grassi (42) mentre le I.G.P. a prodotti ortofrutticoli e cereali (71), e a base di carne (19). Tra i prodotti tipici italiani il re è il “salamino alla cacciatora” (D.O.P.), che si produce 11 regioni e ben 60 province, la regina è la “Mortadella di Bologna” (I.G.P.) prodotta in 8 regioni e 36 province. Il Grana Padano abbraccia 5 regioni e 27 province, il Salame di Cremona 4 regioni e 36 province.

“Il BonTà - conclude Piva - è un market place del made in Italy di qualità dove desideriamo promuovere anche un’attività di educazione e una cultura dell’alimentazione in particolare contro le frodi alimentari e la contraffazione dei prodotti, il cosiddetto italian sounding”.

Secondo quanto emerso a il BonTà, la provincia di Bologna domina la graduatoria dei prodotti ortofrutticoli e cereali tipici (9 marchi registrati) assieme a Salerno (8). Nei formaggi di alta qualità si mettono in evidenza Bergamo (9) e Brescia (8) mentre per i prodotti a base di carne i territori d’elezione sono Pavia e Parma (9 ciascuno), Piacenza (8), Cremona e Modena (7 ciascuno).

A livello regionale l’Emilia Romagna batte tutti con 38 prodotti D.O.P. e I.G.P. tallonata dal Veneto dove ce ne sono 36. Molti i prodotti tipici anche in Lombardia e Sicilia, rispettivamente 32 e 29. Le denominazioni di origine protette sono numerose soprattutto in Lombardia (20) e Veneto (20) mentre le indicazioni geografiche protette in Emilia Romagna (21) e Veneto (18). La maggior parte dei prodotti ortofrutticoli e cereali di qualità si concentrano in Veneto (17) e Sicilia (16) mentre il regno dei formaggi tipici è la Lombardia (14). La trinacria si distingue per le produzioni di oli (6 etichette) assieme a Campania, Toscana e Puglia (5), così come Emilia Romagna (14) e Lombardia (10) sono le regine dei prodotti tipici a base di carne. Il Veneto, secondo l’analisi di CremonaFiere, è la regione con il miglior rapporto prodotti tipici per km2, seguita da Emilia Romagna e Campania. Anche piccole regioni come Molise e Marche registrano una buona proporzione in questo senso. Cosa che emerge ancora più nettamente analizzando il rapporto tra popolazione e prodotti tipici. Da questo punto di vista spicca la Valle D’Aosta (1 prodotto tipico ogni 30 mila abitanti circa), seguono Molise (1/53.433 ab.), Basilicata (1/66.418 ab.) e Trentino Alto Adige (1/67.144 ab.). Fra le regioni più grandi l’Emilia Romagna è avanti a tutti (1/104.825 ab.)

mercoledì 4 novembre 2015

IL 42% DELLE IMPRESE ITALIANE ADOTTA MODELLI "GREEN"

Una affollatissima Sala Neri ha ospitato l'avvio degli Stati Generali della Green Economy, alla presenza del Ministro dell´Ambiente Gian Luca Galletti.



C'era infatti molta attesa per scoprire la fotografia scattata alle imprese italiane dell´economia circolare, quelle che producono beni di qualità ecologica e servizi ambientali (core green) e quelle che hanno adottato modelli di gestione green (go green), una descrizione scrupolosa contenuta nella Relazione sullo stato della green economy realizzata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.
Le imprese green sono il 42% sul totale delle imprese italiane (27,5% core green, 14,5% go green). Il maggior numero si trova nel settore dell´industria (440 mila imprese e 4,2 milioni di occupati nel 2014), dove rappresentano il 61,2%, con oltre 248 mila imprese (il 35,4% core green, il 25,8% go green). A seguire il settore dell´edilizia (complessivamente più di 500 mila imprese e 1,56 milioni di occupati nel 2014), in cui la crisi del mercato immobiliare, che ha messo in difficoltà l´edilizia tradizionale dedicata soprattutto a nuove costruzioni, ha spinto molte imprese a orientarsi verso lavori più green (le aziende a vocazione ambientale raggiungono il 51,4%). Anche nell´agricoltura (1,4 milioni di imprese e 907 mila occupati nel 2014) la crisi ha portato significativi miglioramenti ambientali tanto che le aziende green sono il 56,1%.

LEGGI ANCHE

AUTO ELETTRICHE VERSO FORME DI INCENTIVAZIONENell´ambito di H2R, il salone dedicato alla mobilità sostenibile, l´incontro condotto da Tommaso Tommasi e Fabio Orecchini con il ministro dell´Ambiente Gian Luca Galletti ha offerto l´occasione per fare il punto su alcuni dei temi centrali e sulle principali problematiche che riguardano il settore. Come far sì che possa trovare terreno fertile anche in Italia la diffusione delle auto elettriche? Quale futuro per le auto ad idrogeno nel nostro Paese? Che fine farà il sistema diesel? E a che punto siamo con l´intermodalità? Queste le domande rivolte al Ministro Galletti, che sul primo punto, quello delle auto elettriche, ha assicurato un intervento, da parte del Ministero, affinché si arrivi a forme di incentivazione, da parte dello Stato ai Comuni, per favorire l´installazione sul territorio nazionale di colonnine elettriche per la ricarica delle batterie delle auto. Su questo fronte infatti l´Italia, con 968 colonnine installate, ancora arranca.
Mentre i dati sulla diffusione delle auto ibride ed elettriche parlano di appena l´8% sul totale del parco auto in Italia, contro il 12,8% della Germania, il 22,7% della Francia e il 23% del Regno Unito.
´Quella è una strada obbligata´ ha detto invece il ministro Galletti in riferimento alle possibilità di sviluppo del mercato delle auto ad idrogeno. E sul futuro del diesel: ´C´è una posizione che stiamo condividendo con l´Europa´, ha sottolineato il ministro, che ricordando lo scandalo Volkswagen lo ha definito una vicenda che ha insegnato anche ai mercati quanto non convenga affatto ´barare sull´ambiente´. Infine, sull´intermodalità, Galletti ha insistito sulla necessità di spingere l´acceleratore sulle campagne educative, oltre che sullo stanziamento di risorse, come sta facendo il Governo, per favorire nuove pratiche di mobilità soprattutto negli spostamenti casa-scuola, casa-lavoro.

martedì 3 novembre 2015

VALORE ALL'ENERGIA

Antonio Fago segnala il comunicato relativo al lancio, avvenuto questa mattina a Ecomondo di Rimini, del nuovo report di sostenibilità “Valore all’energia” nel quale Hera rendiconta le proprie attività per ridurre i consumi e contribuire al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Strategia Energetica Nazionale.

“Siamo la prima multiutility italiana a presentare un report di questo tipo, perché siamo estremamente consapevoli del valore, in prospettiva, del risparmio energetico – commenta Stefano Venier, Amministratore Delegato del Gruppo Hera - che infatti è l’energia più rinnovabile fra quelle che abbiamo a disposizione e, soprattutto, è a costo zero, rappresentando dunque il vero propulsore del futuro. Siamo impegnati da sempre nella promozione di interventi volti all’ottimizzazione del consumo energetico di cittadini e imprese, incluso il nostro. Per questo, dal 2006 ad oggi, abbiamo stipulato circa 70 protocolli d’intesa con aziende e associazioni di categoria e i risultati che consuntiviamo, a 8 anni dall’avvio, sono di livello assoluto su scala nazionale.”

“Valore all’energia” arricchisce la collana dei report di Hera dedicati alla sostenibilità, nella quale sono già presenti “Sulle tracce dei rifiuti”, il report sulla filiera del riciclo giunto quest’anno alla 6° edizione, e “In Buone Acque”, che per il 7° anno consecutivo presenta i dati sulla buona qualità dell’acqua nei territori in cui il servizio idrico è gestito da Hera.

domenica 1 novembre 2015

LAVORO: OGNI EURO FSE HA RESO 9 VOLTE

Ogni euro del Fondo Sociale Europeo ha reso 9 volte  e generato aumento del Pil regionale dello 0,3%

Padiglione Lombardia Expo
Padiglione Lombardia, Expo
Lo afferma l'Assessore, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, Valentina Aprea, secondo la quale "da 800 milioni di programmazione delle politiche Por (Programma operativo regionale) è scaturita una produzione di redditi pari a circa 7 miliardi, con un rapporto di 1 a 9 tra euro investito ed euro ottenuto in termini di redditività, con una ricaduta e aumento del Pil di Regione Lombardia di circa lo 0,3%".


LEGGI ANCHE 
La sostenibilità, oltre a essere un elemento centrale di Expo 2015, ha un valore trasversale a partire dal tema Custodire il Pianeta, Nutrire l'Umanità, un evento organizzato venerdì scorso dalla Fondazione Sorella Natura presso il padiglione Lombardia e che si proietta nella prospettiva di un futuro sostenibile del pianeta e della società.  Abbiamo intervistato Antonio Fago, vicepresidente di Sorella Natura, in occasione della presentazione delle Guardie Ecologiche volontarie Amiche del Creato, avvenuta durante un incontro organizzato dalla Fondazione Sorella Natura al Padiglione Lombardia, Expo, alla presenza dell’Assessore, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, Valentina Aprea, e del Presidente Commissione Industria, Ricerca Energia del Parlamento Europeo, Patrizia Toia. 

venerdì 30 ottobre 2015

L'AGRICOLTURA BIOLOGICA FA BENE E TUTELA L'AMBIENTE


Foto: Wikipedia
Marche, regione all'avanguardia. Nello Spazio Elica a Milano  si è svolto l’incontro “Agricoltura biologica: fa bene all’uomo e tutela l’ambiente”,voluto dalla Regione Marche in occasione di Expo Milano 2015.

Cristina Martellini, Dirigente del Servizio Ambiente e Agricoltura Regione Marche, ha introdotto gli ospiti intervenendo in maniera precisa sulle potenzialità delll’agricoltura biologica (fiore all’occhiello della regione) e di come l'ecosistema che si ottiene da tutto questo favorisca la crescita e il rinnovo dell'humus del terreno.

È stata poi la olta di Silvia Zucconi, Coordinatore Area Agricoltura e Industria Alimentare di Nomisma, che ha parlato di come,  solo sul territorio marchigiano vi siano oltre 2300  aziende che producono e più di 57.000 ettari di superficie coltivata, pari ad oltre il 12 % della superficie agricola regionale. Gli incrementi maggiori si registrano nella vite (+ 16%) e negli ortaggi (+ 52%).

Una fetta di agricoltura dunque che continua a registrare crescite anche grazie anche al sostegno del Programma di Sviluppo Rurale Marche.

Ha concluso l'intervendo di Francesco Torriani, Presidente Consorzio ConMarcheBIO. L’agricoltura biologica è parte integrante del sistema economico e sociale della Regione Marche. La natura stessa del territorio marchigiano è destinata a produzioni di nicchia ad alto valore aggiunto. L’opzione di questa agricoltura rappresenta una scelta di valore anche nei confronti della garanzia al consumatore.

Presenti anche i rappresentanti delle principali cooperative socie promotrici della filiera regionale biologica. Durante questo interessante evento, focalizzato sull’importanza della buona pratica della coltivazione biologica anche nella produzione della pasta, questo prodotto è stato degustato con molteplici sughi, ovviamente tutti anch’essi assolutamente biologici.
 

MILANO-BICOCCA ALLA TESTA DEL PROGETTO NATO "SCIENCE FOR PEACE"

L’ateneo guiderà per i prossimi tre anni nel Caucaso un programma con l’obiettivo di migliorare la collaborazione scientifica tra gli stati dell’ex-Unione Sovietica e l’Occidente e di prevenire possibili situazioni di conflitto sociale in Asia centrale attraverso studi di prevenzione dei rischi naturali. Al via il prossimo 3 novembre la prima missione ufficiale.


Foto in allegato: diga di Enguri (fonte: Wikipedia)

Su mandato della NATO, l’Università di Milano-Bicocca guiderà per i prossimi tre anni un programma di Science for Peace coordinato da Alessandro Tibaldi del Dipartimento di Scienze dell'Ambiente e del Territorio e di Scienze della Terra.

Tra gli obiettivi del programma, lo studio dei rischi naturali che potrebbero minare la stabilità sociale e geopolitica di una delicata regione transcaucasica posta tra la Georgia e la regione separatista dell’Abcasia.
Tibaldi dirigerà un team internazionale composto da ricercatori provenienti da Stati Uniti, Italia, Inghilterra, Svizzera, Georgia, Kazakhstan e Azerbaijan che si occuperà di valutare i rischi connessi con la sismicità, le frane, e la dispersione di inquinanti nella regione circostante la diga di Enguri, la seconda diga ad arco più alta del mondo e in grado di fornire il 75% dell’energia elettrica della Georgia.

Mentre la diga si trova in territorio georgiano, gli impianti idroelettrici connessi si trovano nei territori di cui l’Abcasia reclama la sovranità. Eventuali problemi alla diga e agli impianti idroelettrici si ripercuoterebbero quindi sull’intero sistema produttivo e infrastrutturale della Georgia, nonché sulle regioni separatiste dell’Abcasia e dell’Ossezia del Sud che ne ricevono l’energia.

La precarietà politica nell’area deriva dalle guerre abcaso-georgiane, svoltesi nel 1991-1993 e nel 1998, che provocarono un numero imprecisato di vittime, tra i 10.000 e i 30.000 georgiani, uccisi dai separatisti abcasi. Più recentemente, nel 2008, il territorio è stato sconvolto dalla seconda guerra dell’Ossezia del Sud, combattuta dalla Georgia da una parte, e da Russia, Ossezia del Sud e Abcasia dall'altra, per un totale di almeno 2000 morti.

Il progetto Science For Peace durerà tre anni e la prima missione, sotto l’egida della NATO, inizierà il prossimo 3 novembre a Tbilisi con un incontro tra gli scienziati del progetto, il ministro per la Protezione dell’Ambiente della Georgia e rappresentanti della NATO, a cui seguirà una prima ispezione della diga e delle aree circostanti.

«Il progetto – dichiara Alessandro Tibaldi – ha già raggiunto un risultato: quello di porre intorno a uno stesso tavolo di lavoro scienziati di paesi della NATO e dell’ex-Unione Sovietica, superando gli intricati ostacoli burocratici e diplomatici. L’attenzione per la diga di Enguri è molto alta, in quanto si tratta di un’opera realizzata a partire dal 1961, durante l’era sovietica, senza tenere sufficientemente conto dei possibili rischi geologici che la potrebbero interessare. Negli ultimi decenni sono stati fatti grandi passi in avanti nei metodi di studio per migliorare le conoscenze dei rischi naturali e per fare prevenzione, e questo sapere deve essere messo in pratica soprattutto laddove vi siano delle infrastrutture di particolare rilevanza per l’economia e per la stabilità politico-sociale di una regione, come nel caso di Enguri».