venerdì 28 giugno 2002

Antonio Fago risponde a Bossi e critica la CdL

Taranto Sera - Venerdì 28 giugno 2002 

Dopo avere stigmatizzato quanto è accaduto al comune di San Giorgio, il presidente nazionale di Prospettive, Antonio Fago, alza il tiro e prende di mira il governo nazionale. 
Questa volta oggetto delle critiche di Fago sono i progetti di Bossi ed il suo ultimatum al governo: "O entro un anno si divide l'Italia in tre tronconi con tre Parlamenti o andiamo tutti a casa".

A suscitare il risentimento di Fago non sono solo gli effetti politici ed economici delle proposte leghiste, ma soprattutto i silenzi della Casa delle Libertà. "Riteniamo - dice il presidente di Prospettive - che l'unità d'Italia non sia merce di scambio di un accordo elettorale, anche se questo accordo ha consentito di mandare a casa un governo di sinistra diviso e litigioso. Noi di Prospettive con orgoglio daremo battaglia su questi temi, ritenendo che le ragioni dei pronunciamenti di Bossi abbiano altre motiviazioni sulle quali saremo molto attenti. La verità, peraltro mal celata, è che il "Miracolo Italiano" enunciato da Berlusconi in campagna elettoriale si sta rendendo concreto in quell'autentico dramma che è l'imigrazione orientata in gran parte del Sud verso le tegioni settentrionali; le divisioni de Sud, non solo in zone di disgregazione ed in zone di tiepido svikuppo il costistuirsi di poli industriali; la tendenza degli investimenti a polarizzarsi nelel mani di grandi gruppi, rappresentano un campanello di allarme per il Sud. 

Al capitalismo del Nord non interessa l'eliminazione del divario Nord-Sud come problema di giustizia sociale o come riequilibrio del divario tra reddito pro-capite del cittadino del Nord e quello del Sud". A parere di Fago "viene legittimo il sospetto che con la complicità di Bossisi voglia portare in Europa solo una parte del Paese, quella più avanzata industrialmente e quindi più comptetitiva con l'Europa". Un progetto che a Prospettive non piace affatto, tanto da indurre questo movimento politico a "controllare la prossma finanziaria dello Stato e quindi quante risorse destinerà al Sud al fine di riequilibrare il divario tra Mezzogiorno e Sud". La proposta: "Vogliamo sicuramente un'Itlaia federata, ma attraverso maggiori poteri alle Regioni (il modello svizzero che logisticamente è il più vicino a noi). Sulla unità del paese, però non siamo disposti a cedere e non faremo passi indietro". La Casa delle Libertà è avvisata.