sabato 7 settembre 2002

Prospettive: "Una società migliore si può"

Il movimento guidato da Antonio Fago annuncia il 2° meeting provinciale. 

Prospettive crede nella creazione di una società migliore, purché si realizzi un progetto strategico con una pianificazione a lungo termine che definisca in primo luogo gli assi del possibile nuovo sviluppo. 
Su questa possibilità si incentra, infatti, il 2° meeting provinciale che il momvimento giudato da Antonio Fago terrà il 20 e 21 settembre a Statte. 


"Si può" è lo slogan della manifestazione che è stata presentata ieri sera, presso la sede stattese del movimento dal presidente Antonio Fago, dal segretario politico provinciale Oronzo D'Amuri, dal segretario organizzativo Francesco Ruggieri, dall'assessore del Comune di Taranto Fabio Fago, dal responsabile Enti Locali, Gianni La Gioia, dal segreterio cittadino Michele Vespe, dall'assessore stattese Antonio Santoro e dai consiglieri comunicali Giovanni Caliandro, Isa Misciagna e Mario Lanzio. 

"Da Johannesburg, dal Sud del Mondo, al nostro Sud: ambiente, salute, lavoro e giustizia, SI PUÒ" sarà il tema del confronto che Prospettive intende avviare, in coccasione del meeting, con tutte le forze politiche e sociali del territorio. 

"Taaranto - afferma Antonio Fago - ha diritto ad una Università degna di questo none, che significa econmia, ma che vuol dire soprattutto trattenere in lkoco le migliori intelligenze oggi costrette ad emigrare. Taranto ha diritto ad un polo oncologico collegato a strutture di ricerca scientifica, allo stesso tempo occasione di sviluppo occupazionale e garanzia della necessaria assistena sanitaria. Taranto ha diritto a rivendicare uno sviluppo pieno delle attività del mare, da quelle strettamente produttive a quelle legate al turismo stagionale, culturale e sportivo". 
Il meeting si svolgerà in piazza Vittorio Veneto, nel quartiere San Girolamo.


Taranto Sera, sabto 7 settembre 2002

venerdì 28 giugno 2002

Antonio Fago risponde a Bossi e critica la CdL

Taranto Sera - Venerdì 28 giugno 2002 

Dopo avere stigmatizzato quanto è accaduto al comune di San Giorgio, il presidente nazionale di Prospettive, Antonio Fago, alza il tiro e prende di mira il governo nazionale. 
Questa volta oggetto delle critiche di Fago sono i progetti di Bossi ed il suo ultimatum al governo: "O entro un anno si divide l'Italia in tre tronconi con tre Parlamenti o andiamo tutti a casa".

A suscitare il risentimento di Fago non sono solo gli effetti politici ed economici delle proposte leghiste, ma soprattutto i silenzi della Casa delle Libertà. "Riteniamo - dice il presidente di Prospettive - che l'unità d'Italia non sia merce di scambio di un accordo elettorale, anche se questo accordo ha consentito di mandare a casa un governo di sinistra diviso e litigioso. Noi di Prospettive con orgoglio daremo battaglia su questi temi, ritenendo che le ragioni dei pronunciamenti di Bossi abbiano altre motiviazioni sulle quali saremo molto attenti. La verità, peraltro mal celata, è che il "Miracolo Italiano" enunciato da Berlusconi in campagna elettoriale si sta rendendo concreto in quell'autentico dramma che è l'imigrazione orientata in gran parte del Sud verso le tegioni settentrionali; le divisioni de Sud, non solo in zone di disgregazione ed in zone di tiepido svikuppo il costistuirsi di poli industriali; la tendenza degli investimenti a polarizzarsi nelel mani di grandi gruppi, rappresentano un campanello di allarme per il Sud. 

Al capitalismo del Nord non interessa l'eliminazione del divario Nord-Sud come problema di giustizia sociale o come riequilibrio del divario tra reddito pro-capite del cittadino del Nord e quello del Sud". A parere di Fago "viene legittimo il sospetto che con la complicità di Bossisi voglia portare in Europa solo una parte del Paese, quella più avanzata industrialmente e quindi più comptetitiva con l'Europa". Un progetto che a Prospettive non piace affatto, tanto da indurre questo movimento politico a "controllare la prossma finanziaria dello Stato e quindi quante risorse destinerà al Sud al fine di riequilibrare il divario tra Mezzogiorno e Sud". La proposta: "Vogliamo sicuramente un'Itlaia federata, ma attraverso maggiori poteri alle Regioni (il modello svizzero che logisticamente è il più vicino a noi). Sulla unità del paese, però non siamo disposti a cedere e non faremo passi indietro". La Casa delle Libertà è avvisata.